L’INPS ha fornito indicazioni per fruire dell’esonero contributivo spettante a chi assume lavoratori che stiano beneficiando di un assegno di ricollocazione.

Quadro normativo

L’articolo 24-bis del decreto 14 settembre 2015, n. 148, al comma 6, ha previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nella misura del 50% dell’ammontare dei contributi medesimi, per le assunzioni dei beneficiari di un assegno di ricollocazione. La legge 27 dicembre 2017, n. 205 ha apportato modifiche alla disciplina dell’assegno di ricollocazione che, dal 1° gennaio 2018, è stato esteso, a determinate condizioni, ai titolari di un trattamento straordinario di integrazione salariale. La legge n. 205 ha previsto, per il datore di lavoro che assume lavoratori beneficiari dell’assegno di ricollocazione, la possibilità di beneficiare di una agevolazione contributiva, consistente in un esonero pari al 50% degli oneri contributivi complessivi a carico datoriale, esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro annui, rivalutabile sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. La durata massima dell’agevolazione è pari a dodici mesi nel caso di assunzioni a tempo determinato e a diciotto mesi nelle ipotesi di assunzioni a tempo indeterminato. Nelle ipotesi in cui, in corso di svolgimento, il rapporto di lavoro a tempo determinato, per il quale è già stata riconosciuta l’agevolazione, venga trasformato in un contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo complessivo non può eccedere i 18 mesi. L’incentivo è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati che assumono, anche a scopo di somministrazione, sia a tempo determinato che indeterminato, lavoratori che percepiscono assegno di ricollocazione. L’agevolazione può essere riconosciuta anche in caso di rapporto a tempo parziale, fermo restando che in tali ipotesi la misura della soglia massima di esonero vada ridotta sulla base della durata dello specifico orario di lavoro. Il beneficio non spetta in caso di contratto di lavoro domestico, contratto di lavoro intermittente e prestazioni di lavoro occasionale. L’esonero contributivo è cumulabile:

  • con altre riduzioni delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione datoriale effettivamente dovuta;
  • con l’incentivo per l’assunzione di lavoratori con più di 50 anni di età disoccupati da oltre dodici mesi e di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego da almeno sei mesi e appartenenti a particolari aree o settori economici o professioni;
  • l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili;
  • l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI.

Condizioni

Il diritto all’esonero contributivo è subordinato al rispetto, da un lato, dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione stabiliti dall’articolo 31 del decreto 14 settembre 2015, n. 150, e, dall’altro, al rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori fissate dall’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Inoltre, come espressamente previsto dall’articolo 24-bis decreto n. 148 del 2015, ai fini del legittimo riconoscimento dell’agevolazione, il datore di lavoro che procede all’assunzione non deve presentare assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con il precedente datore di lavoro ovvero con società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’articolo 2359, Codice civile, nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al medesimo soggetto.

Assetto e misura dell’incentivo

La misura dell’incentivo, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è pari all’esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, fino ad un massimo di 4.030 euro annui, con eccezione:

  • dei premi e i contributi dovuti all’INAIL;
  • del contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua istituiti dall’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
  • del contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile” di cui all’articolo 1, comma 755, della legge n. 296 del 2006;
  • del contributo, ove dovuto, ai Fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del decreto n. 148 del 2015, per effetto dell’esclusione dell’applicazione degli sgravi contributivi prevista dall’articolo 33, comma 4, del medesimo decreto legislativo, nonché al Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento e al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige.

Nel calcolo dell’ammontare del beneficio spettante si terrà conto della quota di contribuzione dovuta dal datore di lavoro ai fini pensionistici, al netto degli esoneri per zone montane e svantaggiate per la manodopera occupata nei comuni ricadenti nelle suddette zone. Il periodo di godimento dell’agevolazione può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo il differimento temporale del periodo di fruizione dei benefici. In relazione ai rapporti di lavoro part-time (di tipo orizzontale, verticale o misto), la misura della soglia massima va adeguata in diminuzione sulla base dello specifico orario ridotto di lavoro. Allo scopo di agevolare l’applicazione dell’incentivo, la soglia massima di esonero contributivo è riferita al periodo di paga mensile ed è pari a 335,83 euro (4.030,00/12) e, per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 10,83 euro (335,83/31 gg.) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.

Indicazioni operative

Ai fini della fruizione del beneficio, il datore di lavoro interessato deve inoltrare all’INPS, avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line BADR appositamente predisposto sul sito dell’istituto, nella sezione denominata Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), una domanda di ammissione all’agevolazione. Una volta ricevuta la domanda telematica, l’istituto, tramite i propri sistemi informativi centrali, verifica, mediante la consultazione della banca dati gestita dall’ANPAL, se il lavoratore per la cui assunzione si richiede l’agevolazione sia titolare dell’assegno di ricollocazione e, in caso di esito positivo della verifica, autorizza la fruizione dell’agevolazione per il periodo spettante. In seguito all’autorizzazione, il soggetto interessato potrà fruire del beneficio mediante conguaglio nelle denunce contributive e il datore di lavoro dovrà avere cura di non imputare l’agevolazione a quote di contribuzione non oggetto di esonero.