L’INPS ha fornito istruzioni in merito al pagamento dell’anticipazione delle domande di integrazione salariale ordinaria, di integrazione salariale in deroga, limitatamente a quelle presentate direttamente all’Istituto, e di assegno ordinario presentate a decorrere dal 18 giugno 2020, per le quali il datore ha richiesto il pagamento diretto, nonché in ordine all’eventuale recupero in capo al datore di lavoro delle somme indebitamente anticipate.

Nel rinviare alla lettura integrale del documento se ne evidenziano di seguito gli aspetti di maggior rilievo.

Le aziende che abbiano interamente fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, in deroga o di assegno ordinario per l’intero periodo massimo di 14 settimane (9+5), possono richiedere ulteriori 4 settimane di interventi anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020. La durata massima dei trattamenti cumulativamente riconosciuti non può, in ogni caso, superare le 18 settimane complessive. I trattamenti di integrazione salariale in deroga per il prolungamento oltre le 9 settimane e comunque oltre gli ulteriori periodi concessi ai datori operanti nei comuni delle c.d. zone rosse e nelle regioni delle c.d. zone gialle, prima riconosciuti dalle regioni o, nel caso di aziende plurilocalizzate, dal Ministero del lavoro, sono concessi a domanda del datore di lavoro direttamente dall’INPS, che verifica il rispetto dei limiti di spesa previsti nel decreto e provvede con il pagamento diretto della prestazione. L’INPS autorizza le domande e dispone l’anticipazione di pagamento del trattamento, nella misura del 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo, entro 15 giorni dal ricevimento delle domande stesse. La nuova disciplina dell’anticipo può essere applicata esclusivamente alle domande di CIGO, assegno ordinario e CIGD presentate a decorrere dal 18 giugno 2020. Per quanto riguarda i trattamenti di cassa integrazione in deroga, la nuova modalità di pagamento diretto con anticipo del trattamento potrà essere applicata esclusivamente alle domande aventi ad oggetto periodi successivi alle prime nove settimane, o agli ulteriori periodi concessi ai datori operanti nei comuni delle c.d. zone rosse e nelle regioni delle c.d. zone gialle, per le quali la domanda dovrà essere presentata direttamente all’INPS ai fini della successiva autorizzazione. L’istituto ritiene comunque ammissibile l’applicazione della misura di anticipazione delle integrazioni salariali anche alle domande presentate prima del 18 giugno 2020, autorizzate, per le quali il datore di lavoro non abbia ancora presentato il modello SR41, in particolare laddove la predisposizione del citato modello risulti particolarmente complessa. La presentazione delle domande di CIGO, di CIGD e di assegno ordinario, a pagamento diretto con richiesta di anticipo, deve avvenire entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Tuttavia, se il periodo di sospensione o di riduzione ha avuto inizio prima del 18 giugno 2020, l’istanza è presentata entro il quindicesimo giorno successivo alla medesima data, vale a dire entro il 3 luglio 2020.

La domanda deve essere presentata:

  • per la cassa integrazione in deroga, tramite i Servizi per aziende e consulenti > CIG e Fondi di Solidarietà, selezionando l’opzione CIG in Deroga INPS;
  • per l’assegno ordinario tramite i Servizi per aziende e consulenti > CIG e Fondi di Solidarietà, selezionando l’opzione Fondi di solidarietà.

Per richiedere l’anticipazione del 40% è necessario selezionare all’interno della domanda l’apposita opzione che sarà automaticamente impostata sul SI e compilare anche i seguenti dati:

  • codice fiscale dei lavoratori interessati dal trattamento di integrazione salariale;
  • IBAN dei lavoratori interessati;
  • -ore di cassa integrazione, ovvero di assegno ordinario, specificate per ogni singolo lavoratore.

Il numero complessivo di ore richieste per l’intero periodo non potrà essere inferiore al numero di ore risultante dalla somma delle richieste parziali per ogni singolo lavoratore inserite nella richiesta di anticipo. Viceversa, sarà possibile inserire nella domanda di integrazione salariale un numero di ore complessivo maggiore del totale di quello indicato per i singoli lavoratori ai fini dell’anticipo del 40%. Dopo il completo inserimento di tutti i sopra elencati dati, la richiesta d’anticipo del 40% viene inviata contestualmente alla domanda di integrazione salariale. Conseguentemente, se il datore di lavoro imposta sul SI l’opzione relativa all’anticipazione, senza aver inserito tutti i dati richiesti, la domanda integrazione salariale non potrà essere confermata né inviata. Parimenti accadrà nel caso in cui i dati inseriti per la richiesta dell’anticipo non superino i controlli di correttezza formale. L’INPS autorizza le domande di anticipazione e dispone il pagamento dell’anticipo nei confronti dei lavoratori individuati dall’azienda, entro 15 giorni dal ricevimento delle stesse, che decorrono dalla data in cui la domanda è stata correttamente trasmessa all’Istituto e, dunque, dalla data indicata nel protocollo. Per il pagamento a saldo, il datore di lavoro deve inviare all’INPS il modello SR41, secondo le modalità ordinarie e con tutti i dati necessari per il saldo dell’integrazione salariale, entro la fine del mese successivo al termine del periodo di integrazione salariale autorizzato ovvero, se posteriore, entro il termine di 30 giorni dall’adozione del provvedimento di concessione. È particolarmente importante che il datore di lavoro verifichi la correttezza delle informazioni presenti nelle banche dati INPS, in quanto la presenza di Comunicazione Obbligatorie o flussi Uniemens errati o imprecisi potrebbe pregiudicare il buon esito dei controlli e quindi l’erogazione dell’anticipo stesso ai lavoratori che ne fossero interessati. La misura dell’anticipazione è stata fissata nella misura del 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo interessato dal trattamento di integrazione salariale richiesto ed approvato. Il calcolo dell’anticipazione viene elaborato in base al seguente algoritmo:

massimale superiore/173 (che rappresentano le ore lavorabili medie in un mese) * 0,4 (40% previsto dalla norma) * numero di ore di prestazione richiesta dichiarato dall’azienda

Il massimale da considerare ai fini dell’anticipo per l’anno 2020 è quello previsto per CIG/GIGD/assegno ordinario, pari a 1.199,72 euro. Gli anticipi sono pagati sulla struttura territoriale competente per l’unità produttiva indicata in domanda. Il lavoratore che ha beneficiato dell’anticipo ne ha evidenza accedendo, secondo le modalità in uso, al proprio Fascicolo previdenziale tramite il portale dell’INPS.

L’esito positivo dell’iter istruttorio viene, invece, comunicato all’azienda tramite l’utility Esiti presente nella procedura dell’anticipo. Si procederà al recupero, nei confronti del datore di lavoro, degli eventuali importi che risultassero non dovuti, per una delle seguenti ragioni:

  • anticipati in eccesso rispetto all’importo che risultasse spettante in fase di saldo con il modello SR41;
  • anticipati a lavoratori che, in fase di istruttoria del modello SR41, risultassero non beneficiari del trattamento di cassa integrazione salariale;
  • il modello SR41 non è stato inviato entro i termini decadenziali sopra richiamati.

Il pagamento dell’anticipazione delle integrazioni salariali in questione non comporta l’applicazione delle ritenute fiscali alla fonte, che saranno determinate solo in fase di liquidazione dell’integrazione salariale totale. In tale sede, la procedura di CIG-pagamento diretto, dopo aver calcolato il contributo del 5,84%, ove previsto, sul totale, calcolerà le imposte dirette e l’importo netto da pagare sul quale dovrà essere recuperato l’importo anticipato.