Turismo in tempo di guerra, incontro con Francesco Tapinassi

Il turismo è uno di quei settori che più risentono delle dina­miche internazionale per ciò che riguarda gli sposta­menti e la voglia di viaggiare. Così co­me in questo momento av­viene con il conflitto apertosi nel medio oriente, che vede protagonisti Stati Uniti, Israele e Iran. Un conflitto che da ogni parte si spera possa terminare quanto prima, così da far ripartire anche l’economia turistica, che sicuramente un primo stop lo ha registrato.

Di turismo in tempo di guerra si è parlato durante un in­con­tro ospitato da Villa Me­di­ci e organizzato da Federal­ber­ghi Firenze con il direttore di To­scana Promozione Fran­cesco Tapinassi. Nell’analisi di Tapi­nas­si si evidenzia un 40% delle cancellazioni dei voli dagli Emi­rati, anche se in realtà il tu­rismo mediorientale di per sé non incide, mentre resta il problema della riduzione dei voli in arrivo dai paesi arabi provenienti da Giappone e Ci­na, clienti preziosi per il si­stema italiano.

Il costo dei carburanti sta per altro determinando un au­men­to dei prezzi dei voli e si teme un aumento anche dei costi dei servizi turistici causa l’incremento dei prezzi di gas e petrolio, così come quello della spesa media. Ri­guardo gli Usa si è già ris­con­trato un netto rallenta­mento degli arrivi. Da Tapinassi anche un invito dun­que a non esa­ge­rare nelle pre­visioni di aumenti e quindi in un rialzo dei prezzi, perché la si­tuazione appare fluida e re­sta una chiara pro­pen­sione ai viaggi. In parti­colare per i paesi europei.

Il presidente Fran­ce­sco Be­chi ha evidenziato un primo calo delle preno­ta­zio­ni, invi­tando a guardare in pro­spet­tiva a una ripresa, confi­dan­do nella fine del conflitto.